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F. Gazzano, La Lidia di Plinio il Vecchio, Maia 70/2, 2018, pp. 260-279.

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Abstract: The essay takes into consideration the encyclopaedic work of Pliny the Elder – his Natural History – as a test-case to collect and study the information he gives about the region of Lydia, in a double direction: on one side, it discusses
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   Maia  70 (2/2018) 260-279 LA LIDIA DI PLINIO IL VECCHIO   Francesca Gazzano (Università degli Studi di Genova) Per chi si occupi di storia greca, e in particolare di storia greca di epoca arcaica e classica, Plinio il Vecchio non costituisce di solito una fonte primaria, né la sua monumentale Storia naturale un’opera da conoscere necessariamente nella sua in-terezza o nei suoi particolari: anzi, quest’ultima risulta un caso quasi paradigmatico di “opera-serbatoio” di dati e informazioni delle più diverse srcine e natura, dal quale attingere passi paralleli, versioni alternative o da cui estrapolare lacerti di opere storiche altrimenti perdute. Tuttavia, proprio a fronte di questo abituale ap- proccio “selettivo” (e, se si vuole, strumentale) nei confronti di autori come Plinio  – e in generale, di gran parte della letteratura latina –, un’indagine mirata sulla Sto-ria naturale  si configura come un’opportunità ideale per qualche riflessione più ap- profondita sull’impiego degli autori latini in relazione alla storia greca arcaica 1 . In questa prospettiva, ci si propone qui un’analisi per alcuni aspetti più metodologica che contenutistica, su un tema specifico e limitato; l’intento principale è di mettere in rilievo la diversa percezione che di un autore, e dei dati che da questo si possono trarre, si ricava guardando al medesimo testo da due punti di osservazione antiteti-ci. Il tema che si prenderà in considerazione come test-case  è la regione della Lidia, e non solo perché costituisce un argomento di precedenti indagini da parte di chi scrive; si tratta infatti di un’area dell’Asia Minore occidentale che, per il suo lungo e importante passato e per il ruolo che svolse sullo scacchiere delle relazioni fra Grecia e Oriente, fu la principale, se non la sola, delle entità geo-etnografiche ana-toliche sia ad avere contorni etnico-culturali chiaramente definiti 2 , sia a esercitare un fascino duraturo prima sull’immaginario collettivo ellenico e, in seguito – e di riflesso – anche su quello dei Romani 3 . Quanto alla Storia naturale , proprio per il 1  Una versione preliminare di questo saggio è stata presentata e discussa (24 novembre 2016) all’Université Paris-Sorbonne nel corso del Séminaire d’Histoire Romaine Géographie, relations internationales, conflits  i   er  - vi   e  s. ap. J.-C. 2016/17. L’inventaire du monde de Pline l’Ancien  del prof. Giusto Traina, al quale sono grata per l’invito e per i suggerimenti. Grazie anche a Walter Lapini per la sua lettura, sempre preziosa, e all’anonimo referee di «Maia», al quale sono debitrice di un’importante osservazione critica (nota 69). 2  Sulla peculiarità della Lidia in relazione alle altre regioni (e agli altri ethne ) dell’Anatolia si veda F. Gazzano,  L’Oriente Vicino. Le tradizioni sulla Lidia nello specchio di Erodoto , «Erga - Logoi» 5/2 (2017), pp. 35-59, con bibliografia precedente. 3  Sull’immagine greca della Lidia in età classica si vedano K. De Vries, The Nearly Other. The  Attic Vision of Phrygians and Lydians , in B. Cohen (ed.),  Not the Classical Ideal. Athens and the   La Lidia di Plinio il Vecchio  261suo carattere enciclopedico e ad amplissimo spettro, l’opera di Plinio costituisce  per un verso uno specchio, o meglio un “inventario del mondo” della sua epoca 4 ,  per un altro la sintesi di dati, tradizioni, fenomeni e personaggi che, almeno nel caso della Lidia, si dipanano lungo un millennio di storia e che sono desunti dalle fonti  più eterogenee. Per queste motivazioni, soprattutto, è parso un argomento non privo di interesse per un’indagine specifica.1.  Lidia e Lidi : an overview 1.1. Ethnos  e lingua Quanto alla regione e alla sua storia, ai fini di quanto qui interessa sarà sufficien-te, e comunque necessario, offrire qualche indicazione che consenta di circoscri-vere le coordinate generali entro le quali si muoverà l’analisi. Situata nell’odierna Turchia occidentale, in corrispondenza dell’attuale provincia di Manisa 5 , dal punto di vista geo-etnografico la Lidia è definibile in primis come la terra abitata dai Lidi, una popolazione anatolica 6 , la cui lingua, il lidio – appartenente alle lingue indo-europee e imparentato con altre lingue anatoliche come il luvio e l’ittita – occupa tuttavia una posizione a sé stante e non è stato ancora del tutto decifrato 7 . Le più antiche iscrizioni pervenute, spesso assai brevi, risalgono all’ VIII / VII  secolo a.C., e sono redatte in una scrittura alfabetica (forse derivata dall’alfabeto greco?); i testi si concentrano soprattutto a Sardi, centro principale della regione, e risalgono in Construction of the Other in Greek Art  , Leiden 2000, pp. 338-363; M. Dorati,  La Lidia e la trufhv , «Aev. Ant.» n.s. 3 (2003), pp. 503-530; per l’epoca romana si veda soprattutto A. Spawforth, Shades of Greekness. A Lydian Case Study , in I. Malkin (ed.),  Ancient Perceptions of Greek Ethnicity , Cam- bridge MA  2001, pp. 375-400; cfr. anche F. Gazzano,  Xanto di Lidia nel Lessico Suda, in G. Vanotti (a cura di), Gli storici greci in frammenti e il Lessico «Suda». Atti dell’Incontro Internazionale di Studio (Vercelli, 6-7 novembre 2008) , Tivoli, 2011, pp. 97-128. Interessanti ora le osservazioni di A. Gruca-Macaulay,  Lydia as a Rhetorical Construct in Acts , Atlanta 2016, in part. pp. 122-136 e 201-268. 4  G.B. Conte,  L’inventario del mondo. Forma della natura e progetto enciclopedico nell’opera di Plinio il Vecchio , in Id. (a cura di), Generi e lettori. Lucrezio, l’elegia d’amore, l’enciclopedia di  Plinio , Milano 1991, pp. 95-144. Il testo e le traduzioni di Plinio qui adottati sono quelli di G.B. Conte (dir.), Gaio Plinio Secondo, Storia naturale , I - V , Torino 1982-1988. 5  C.H. Roosevelt, The Archaeology of Lydia, from Gyges to Alexander  , Cambridge 2009, pp. 33-58; A. Payne - J. Wintjes,  Lords of Asia Minor. An Introduction to the Lydians , Wiesbaden 2016, pp. 16-18. 6  L’etnogenesi dei Lidi è problema ancora aperto: R.S.P. Beeks, The Prehistory of the Lydians, the Origin of the Etruscans, Troy and Aeneas , «Bibl. Orient.» 59 (2002), pp. 205-241; Th.P.J. van den Hout,  Maeonien und Maddunašša. Zur Frühgeschichte des Lydischen , in M. Giorgieri - M. Salvini - M.-C. Tremouille - P. Vannicelli (a cura di),  Licia e Lidia prima dell’ellenizzazione. Atti del Convegno  Internazionale (Roma, 11-12 ottobre 1999) , Roma 2003, pp. 301-310; A. Payne - J. Wintjes,  Lords of Asia Minor  , cit., pp. 22-24. Sul rapporto con i Meoni di Omero si veda T. Bryce, The Routledge  Handbook of the Peoples and Places of Ancient Western Asia. The Near East from the Early Bronze  Age to the Fall of the Persian Empire , London-New York 2009, s.v.  Maeonia ,    p. 438; cfr. anche infra . 7  Si vedano R.S.P. Beeks,  Luwians and Lydians , «Kadmos» 42 (2003), pp. 47-49; H.C. Melchert, The Dialectal Position of Lydian and Lycian within Anatolian , in M. Giorgieri et al.,  Licia e Lidia , cit.,  pp. 265-272; R. Gérard,  Phonétique et morphologie de la langue lydienne , Louvain-la-Neuve-Paris, 2005, e ora la sintesi di A. Payne - J. Wintjes,  Lords of Asia Minor  , cit., 63-86, con  status quaestionis .  262  Francesca Gazzano  buona parte all’epoca della dominazione achemenide (546-331 a.C.) 8 . Il lidio fu  progressivamente abbandonato nell’età ellenistica e, secondo Strabone 9 , alla sua epoca era pressoché estinto. 1.2.  Limiti geografici  Sotto il profilo geografico, l’ heartland   della Lidia coincide con la valle alluvio- nale del fiume Ermo (od. Gediz), delimitata a sud dal monte Tmolo (od. BozDağı), sulle cui pendici sorgeva la capitale Sardi 10 , e contrassegnata, verso occidente, dal massiccio del monte Sipilo (od. Manisa Dağ) 11 ; il territorio era certamente più am- pio, anche se i confini con le altre entità etnico-geografiche locali, quali la Misia, la Caria, la Frigia e la Ionia, sono spesso incerti, o vagamente individuabili in base a marcatori naturali come i fiumi 12 . Comunque sia, nel tempo i suoi limiti territoriali subirono variazioni importanti: nel VI  secolo a.C., all’epoca del regno di Creso, i domini della Lidia si estendevano a tutti i territori dell’Asia Minore fino al fiume Halys (od. Kızıl Irmak), in Cappadocia, escluse la Licia e la Cilicia e comprese invece molte delle città greche della costa ionica, sottoposte al pagamento di un tributo 13 . Sull’aspetto geografico, tuttavia, si avrà occasione di ritornare.1.3.  Profilo storico  Dal punto di vista statuale, il regno di Lidia, come altre entità dell’Asia Minore, si sviluppò nel I  millennio dopo il crollo dell’impero ittita ( XII  secolo a.C.) nell’area che le fonti ittite indicavano come Arzawa 14 . Nell’  Iliade  almeno una porzione della 8  H.C. Melchert,  Lydian Language and Inscriptions , in N.D. Cahill (ed.),  Lidyalılar ve Dünyaları  / The Lydians and Their World  , Istanbul 2010, online  http://sardisexpedition.org/en/essays/latw-melchert- lydian-language, n.p.; ora A. Payne - J. Wintjes,  Lords of Asia Minor  , cit., pp. 80-86. 9  Strabo XII  4, 6. 10  Per una prima descrizione del sito di Sardi si vedano T. Bryce,  The Routledge Handbook  , cit.,  s.v . Sardis , pp. 618-620; N.D. Cahill (ed.),  Lidyalılar  , cit., e per un’analisi più dettagliata si veda il documentato sito web http://sardisexpedition.org/en. Sulla tradizione letteraria relativa a Sardi si veda l’utile rassegna di J.G. Pedley,  Ancient Literary Sources on Sardis , Cambridge MA  1972. 11  Per la delimitazione geografica della Lidia (in rapporto sia alla “Grande Lidia”, sia all’“impero dei Lidi”) si veda soprattutto C.H. Roosevelt, The Archaeology , cit., pp. 33-59. 12  Cfr. ancora C.H. Roosevelt,  The Archaeology , cit., pp. 41-45. Fra i fiumi marcatori naturali del territorio sono da includere il Meandro, a sud, che separava la Lidia dalla Caria e a sud-ovest dalla Io-nia, e il Caico, a nord, confine con la Misia. Sui confini con Eolide e Ionia si veda M. Kerschner, The  Lydians and their Ionian and Aeolian Neighbors , in N.D. Cahill (ed.),  Lidyalılar  , cit., online  http://sardisexpedition.org/en/essays/latw-kerschner-lydians-ionian-neighbors, n.p. 13  Hdt. I  6, 1; 28, con il commento di D. Asheri (a cura di), Erodoto,  Le Storie . I .  La Lidia e la Per-  sia ,   Milano 1997 4 , ad loc .,   rispettivamente pp. 266-267 e 280-281. Sulla politica espansionistica di Creso si veda di recente A. Paradiso, Croesus and the Lydian Navy , «Historikà» 5 (2016), pp. 167-182, con ulteriore bibliografia. 14  Si vedano C.H. Roosevelt,  The Archaeology , cit., pp. 16-22; A. Payne - J. Wintjes,  Lords of Asia  Minor  , cit., pp. 22-24. Sulla connessione fra la Meonia omerica e la regione di Masa si veda R.S.P.   La Lidia di Plinio il Vecchio  263regione è chiamata Meonia, gli abitanti Meoni ed è menzionato un centro, corri-spondente forse a Sardi, la futura capitale, con il nome di Hyde 15 . Il cambiamento di denominazione – da Meonia a Lidia, e da Meoni a Lidi – era attribuito da Erodoto al ruolo del re mitico Lido, figlio di Atys, che avrebbe regnato in epoca precedente all’instaurazione di una dinastia, gli Eraclidi, che i Greci facevano risalire ai figli di Eracle e della regina locale Onfale 16 ; è evidente, già da questo, che gran parte delle tradizioni sull’età più antica, quali sono pervenute nelle fonti greche, riflette una visione tipicamente ellenica, secondo la quale Eracle svolge in Lidia – come in tutto il mondo allora conosciuto – il ruolo di eroe (greco) civilizzatore 17 . Comunque sia, il nome Meonia/Meoni, come si vedrà, non scomparve del tutto, ed è proprio Plinio ad informarcene 18 . Tornando rapidamente alle vicende della regione, la dina-stia “eraclide” avrebbe regnato secondo Erodoto ben 505 anni 19 ; solo con gli ultimi sovrani si entra nell’epoca storica, e il più noto di questi è Candaule, che intorno al 690 a.C. fu spodestato da Gige, figura pienamente storica e fondatore della dina-stia dei Mermnadi 20 , sotto i quali la Lidia raggiunse lo status di potenza principale dell’Anatolia; i re successivi (Ardys, Sadiatte, Aliatte e Creso), soprattutto gli ulti-mi due, attuarono infatti una politica di potenza, fino a inglobare nei propri domini molte città greche della costa asiatica e a diventare signori degli ejqnevwn tw`n ejnto;~ ”Aluo~ potamou` , come ricorda Erodoto presentando Creso, salito al trono nel 560 Beeks,  Luwians , cit., pp. 47-49; diversamente, C.H. Roosevelt,  The Archaeology , cit., pp. 16-21, la connette con quella definita Maddunassa; cfr. anche T. Bryce, The Routledge Handbook  , cit., p. 438. Sul problema, tuttora aperto, cfr. ora M.R. Bachvarova,  From Hittite to Homer. The Anatolian Back- ground of Ancient Greek Epic ,   Cambridge 2016, pp. 361-362. 15  Meonia/Meoni: Hom.  Il  . II  864-866; V  43-44; XI  431. Hyde:  Il  . XX  382-385: J.G. Pedley,  Ancient  Literary Sources , cit., nn. 7, 8, 238, 239. Sull’equazione Hyde/Sardi si veda anche Strabo IX  2, 20; XIII  4, 6, il quale tuttavia dubitava dell’identificazione. 16  Hdt. I  7, con il commento di D. Asheri (a cura di), Erodoto,  Le Storie , I , cit., pp. 267-268. Le altre, più tarde, testimonianze sono raccolte da J.G. Pedley,  Ancient Literary Sources , cit., pp. 6-17. Sulle dinastie regali pre-mermnadiche (compreso il ramo dei Tilonidi, su cui infra ), si vedano anche C. Talamo,  La Lidia arcaica. Tradizioni genealogiche ed evoluzione costituzionale , Bologna 1979; O. Carruba, Ludikh; ajrcaiologiva.    La Lidia fra  II   e  I   millennio , in M. Giorgieri et al.,  Licia e Lidia , cit., 145-169; D. Hegyi, Wandlungen der lydischen Politik und Religion zu Gyges’ Zeit  , «Act. Ant. Ac. Hung.» 43 (2003), pp. 1-14; C.H. Roosevelt, The Archaeology , cit., pp. 11-13; N.D. Cahill, The City of Sardis , in Id. (ed.),  Lidyalılar  , cit., online  http://sardisexpedition.org/en/essays/latw-cahill-city-of-sardis, n.p.; F. Gazzano,  I re di Lidia secondo (i trasmissori di) Xanto , in F. Gazzano - G. Ottone - L. Santi Amantini (a cura di),  Ex fragmentis, per fragmenta historiam tradere , Tivoli 2011, pp. 33-59; A. Payne - J. Wintjes,  Lords of Asia Minor  , cit., pp. 19-30. 17  Sul tema e per una possibile (e diversa) versione epicorica si veda Xanth.  FGrHist   F 19, su cui F. Gazzano,  Xanto di Lidia nel Lessico Suda, cit., pp. 115-127; A. Favuzzi,  Da Xanto alla Suda  e oltre , «Anc. Soc.» 43 (2013), pp. 255-265. 18  Plin. nat  . V  110, su cui infra . 19  Hdt. I  7, 4, su cui D. Asheri (a cura di), Erodoto,  Le Storie , I , cit., pp. 267-268. Per la ricostru-zione della cronologia (evidentemente ben poco storica in Erodoto) si vedano anche H. Kaletsch,  Zur lydischen Chronologie , «Historia» 7 (1958), pp. 1-47; C. Talamo,  La Lidia arcaica , cit.; Ead.,  Erodoto e le tradizioni sul regno di Lidia , «Stor. Storiogr.»7 (1985), pp. 150-161; C.H. Roosevelt, The Archae-ology , cit., pp. 11-26. 20  Gige è identificato con Gugu  di  Luddu  delle fonti assire coeve: J.G. Pedley,  Ancient Literary Sources , cit., pp. 82-83; C.H. Roosevelt, The Archaeology , cit., p. 23.  264  Francesca Gazzano a.C. e ultimo re indipendente 21 . Intorno al 546 a.C., infatti, le ambizioni egemoni-che condussero questo sovrano a scontrarsi con il persiano Ciro, che passò rapida-mente alla controffensiva e dopo un assedio di 14 giorni conquistò Sardi e prese  prigioniero Creso stesso 22 : da quel momento la Lidia perse per sempre l’autonomia e divenne una delle satrapie dell’impero persiano, con il nome di Sparda 23 . Per la lunga fase del dominio achemenide (546-331 a.C.), la ricostruzione storica delle vicende della regione si fonda soprattutto sulle testimonianze archeologiche – par-ticolarmente evidenti a Sardi, che da capitale del regno divenne la sede del satrapo  persiano – e su sporadiche notizie nelle fonti letterarie ed epigrafiche 24 . Dopo la conquista macedone dell’impero persiano (331 a.C.), e soprattutto dopo la morte di Alessandro stesso (323 a.C.), la Lidia entrò a far parte dei possedimenti prima di Antigono, dal 280 a.C. dei Seleucidi, infine degli Attalidi di Pergamo 25 . Nel 133 a.C., con il testamento di Attalo, anche la Lidia entrava nei domini di Roma, come  parte integrante della provincia d’Asia 26 . Oltre a ciò, merita sottolineare che la Lidia, dalle sue srcini all’epoca di Plinio e oltre, costituisce un’entità geo-etnografica prevalentemente anatolica, vale a dire 21  Hdt. I  6; cfr. I  28: sul fiume Halys come confine (e come limite da non valicare) si veda T. Bekker-Nielsen,  Hard and Soft Spaces in the Ancient World  , in K. Geus - M. Thiering (eds.),  Features of Common Sense Geography. Implicit Knowledge Structures in Ancient Geographical Texts , Münster 2014, pp. 131-146. Sulla politica di Creso nei confronti delle città greche si vedano M. Kerschner, The  Lydians and their Ionian and Aeolian Neighbors , in N.D. Cahill (ed.),  Lidyalılar  , cit., online  http://sardisexpedition.org/en/essays/latw-kerschner-lydians-ionian-neighbors, n.p.; A. Paradiso, Croesus , cit., pp. 167-182. Per una diversa, ma non convincente, ipotesi sulla cronologia del regno di Creso si veda ora R.W. Wallace,  Redating Croesus. Herodotean Chronologies, and the Dates of the Earliest Coinages , «Journ. Hell. St.» 136 (2016), pp. 168-181. 22  In generale, sugli eventi della guerra condotta da Creso contro Ciro si vedano A. Payne - J. Win-tjes,  Lords of Asia Minor  , cit., pp. 38-43; per una disamina delle varie tradizioni relative all’assedio e alla presa di Sardi si veda F. Gazzano,  L’immagine di Creso nella tradizione post-classica. In margine al “silenzio” di Xanto , in V. Costa (a cura di), Tradizione e trasmissione degli storici greci frammen-tari.  III   Workshop Internazionale (Roma, 24-26 febbraio 2011) , Tivoli 2013, pp. 93-95; per gli aspetti archeologici si vedano C.H. Greenewalt Jr., When a Mighty Empire Was Destroyed. The Common  Man at the Fall of Sardis, ca. 546  B . C  ., «Proc. Amer. Philol. Soc.» 136/2 (1992), pp. 247-271; N.D. Cahill, The Persian Sack of Sardis , in Id. (ed.),  Lidyalılar  , cit., online  http://sardisexpedition.org/en/essays/latw-cahill-persian-sack-sardis, n.p.; sulla sorte (ignota) di Creso cfr. ancora F. Gazzano,  L’im-magine di Creso , pp. 100-103 e anche A. Duplouy,  Le bûcher de Crésus. Exploitation et transforma-tion d’une tradition iconographique et textuelle à travers le v   e  siècle , «Riv. Fil. Istr. Cl. » 128 (2000),  pp. 21-37; S. West, Croesus’ Second Reprieve and Other Tales of the Persian Court  , «Class. Quart.» n.s. 53/2 (2003) pp. 416-437, in part. pp. 418-428. 23  Si veda J.M. Balcer, Sparda by the Bitter Sea. Imperial Interaction in Western Anatolia , Chico CA  1984. 24  Sulla Lidia in età achemenide, oltre al cit. J.M. Balcer, Sparda by the Bitter Sea , si vedano in  part. N. Sekunda,  Achaemenid Colonization in Lydia , « Rev. Etud. Anc.» 87 (1985), pp. 7-29; E.R.M. Dusinberre,  Aspects of Empire in Achaemenid Sardis , Cambridge 2003. 25  Su Sardi e la Lidia in età ellenistica si vedano C. Ratté,  Reflections on the Urban Development of Hellenistic Sardis , in N.D. Cahill (ed.),  Love for Lydia. A Sardis Anniversary Volume Presented to Crawford H. Greenewalt, jr  , Cambridge MA  2008, pp. 125-133; A. Gruca-Macaulay,  Lydia as a Rhe-torical  , cit. 26  Quanto alla Lidia in età romana si veda in part. il già cit. A. Spawforth, Shades of Greekness .
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