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Dotazione domestica a Tusculum: un aggiornamento del catalogo ceramico medievale

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Dotazione domestica a Tusculum: un aggiornamento del catalogo ceramico medievale
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  M INISTERO   DEI   BENI   E   DELLE   ATTIVITÀ   CULTURALI   E   DEL   TURISMO S OPRINTENDENZA   PER    I  B ENI  A RCHEOLOGICI   DEL  L AZIO Lazio e Sabina 9 a cura di  G IUSEPPINA  G HINI  e Z ACCARIA  M ARI Atti del Convegno Nono Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina Roma27-29 marzo 2012 E DIZIONI  Q UASAR   M INISTERO   DEI   BENI   E   DELLE   ATTIVITÀ   CULTURALI   E   DEL   TURISMO S OPRINTENDENZA   PER    I  B ENI  A RCHEOLOGICI   DEL  L AZIO a cura di  Giuseppina Ghini e Zaccaria Mari Coordinamento Giuseppina Ghini L’editore si dichiara pienamente disponibile a soddisfareeventuali oneri derivanti da diritti di riproduzione.È vietata la riproduzione con qualsiasi procedimento dellapresente opera o di parti di essa.© 2013 Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio© Roma 2013, Edizioni Quasar di Severino Tognon srlvia Ajaccio 43 - 00198 Roma,tel. 0685358444 fax 0685833591e-mail: qn@edizioniquasar.it www.edizioniquasar.itISBN 978-88-7140-513-1  191 campagne, da materiale residuale proveniente quasi esclusivamente da strati di colmatura più tardi o da stratigrafie in fase, purtroppo poco ricche di esem-plari significativi. Per quanto riguarda la ceramica invetriata, il pa-norama dell’XI secolo è caratterizzato, come nella vicina Roma, da una limitata variabilità morfologica e da una progressiva tendenza alla standardizzazione delle forme. I più antichi esemplari in fase rinvenuti nello scavo di Tuscolo appartengono al periodo co-siddetto “transizionale”, sebbene siano presenti in giacitura secondaria numerosi frammenti che riman-dano alle ultime produzioni di brocche e boccali in vetrina pesante (frammenti di setto traforato di rac-cordo tra collo e beccuccio a cannello tubolare: fig., 1 n. 1). Il repertorio morfologico è costituito da forme chiuse ad alto collo verticale o leggermente svasato (fig. 1, n. 2), con rivestimento in vetrina pesante nella parte esterna (e in alcuni casi interna) e decorazione del collo a linee incise, cui si aggiungono due nuove tipologie di boccali ad orlo indistinto ed ansa a se-zione ovale complanare (fig. 1, nn. 3-4). Si tratta di un panorama morfologico che rimanda a quello tipi-co dell’area romana di fine X-prima metà XI secolo, anche se l’antica area monumentale ha restituito fino ad oggi solo scarsi frammenti identificabili con le al-tre forme tipiche del pieno X secolo 6 . All’acroma depurata, per questa fase cronologi-ca, appartengono oggetti esclusivamente destinati ad usi da dispensa (anforacei ad orlo indistinto e anse a nastro), mentre forme da mensa e lucerne risulta-no assenti fino al XII secolo. Il corredo da cucina è sostanzialmente costituito da due forme: il testo/tegame ad orlo indistinto (fig. 1, n. 5) e l’olla ad orlo Questo aggiornamento del catalogo ceramico me-dievale tuscolano 2  tiene conto del materiale emerso dalle campagne di scavo 2002-2009 nell’area monu-mentale di Tusculum , composta da foro e teatro. Da un punto di vista metodologico è stata effettuata una selezione esclusivamente degli orli (1187 frammenti totali), dei quali è stato fatto un conteggio comples-sivo 3 .I nuovi reperti confermano significativamente sia le datazioni fornite dalle fonti scritte sia le conclusioni di carattere storico finora raggiunte, ad esempio per quanto riguarda la ripresa abitativa dell’area forense tra fine X-inizio XI secolo 4 . Il panorama morfologico trova confronti puntuali nelle produzioni ceramiche di Roma in un arco cronologico compreso tra la se-conda metà del X e la fine del XII-inizio XIII seco-lo  5 . Questo costante parallelismo con le produzioni dell’Urbe è indicativo delle forti relazioni economi-che e politiche esistenti con Roma, peraltro attesta-te in maniera netta dalle fonti storiche, nonché delle comuni tradizioni artigianali. È bene sottolineare che non sono state eseguite analisi petrografiche degli im-pasti; tuttavia è da ritenere improbabile che si possa distinguere quali produzioni siano tuscolane e quali romane, dato il profilo geologico simile; non si può comunque escludere del tutto la possibilità che analisi particolarmente accurate e confronti con banche dati degli impasti possano dare esito positivo in tal senso. 1. Fine X-XI secolo Questo primo periodo di rioccupazione dell’area è testimoniato, come già evidenziato dalle precedenti 1  Sebbene il presente articolo sia frutto di un lavoro comune, i paragrafi sul X-XI secolo e sulla fine del XII-XIII secolo sono di  Jacopo Russo, il paragrafo sul XII secolo è di Giorgio Rascaglia. 2  Desideriamo ringraziare le direttrici passate e presenti del Progetto Tusculum , Trinidad Tortosa Rocamora e Leonor Peña-Chocarro per averci permesso di partecipare al progetto, Valeria Beolchini per la fiducia e il costante aiuto e supporto e Alessandra Molinari per aver discusso con noi questo lavoro. Per il lavoro basato sulle campagne 1994-2001, nonché per l’inquadramen-to storico ed archeologico del sito nel Medioevo, si rimanda a Beolchini  2006  e al più recente Beolchini   c.s .  L’aggiornamento dello studio delle classi ceramiche medievali è in Beolchini   et al  . c.s. , che include i materiali delle ultime campagne delle varie équipes, che ringraziamo per i dati. 3  Mancano al momento altri sistemi di quantificazione quali la pesatura dei frammenti, il calcolo dell’E.V.E. e il numero mini-mo degli esemplari: Orton   et al  . 1993; Molinari  2000 a. 4  Beolchini  2006.  5  I confronti fondamentali sono principalmente con i contesti della Crypta Balbi   (cfr. da ultimo Ricci – Vendittelli  2010 ) e del Colosseo (Ricci  2002;  Delfino  2009). Per i confronti in dettaglio si vedano Beolchini   et al  . c.s. 6  Sono stati infatti rinvenuti pochi frammenti di coperchi ad in-castro, mentre mancano completamente le forme aperte come ciotole, catini, bicchieri e lucerne a vasca aperta (Beolchini – De-logu  2006 , 161-163). Dotazione domestica a Tusculum  : un aggiornamento del catalogo ceramico medievale 1 Giorgio Rascaglia – Jacopo Russo  192 GIORGIO RASCAGLIA – JACOPO RUSSO Fig. 1. Tavola riassuntiva delle forme. Cerchiati i numeri delle forme nuove (disegni G. Rascaglia – J. Russo; tutte le altre: V. Beolchini).  193 DOTAZIONE DOMESTICA A TUSCULUM  : UN AGGIORNAMENTO DEL CATALOGO CERAMICO MEDIEVALE fermeranno di nuovo a partire dalla fine del secolo. Il corredo da fuoco si completava in genere con un testo da pane (n. 12), presente praticamente in ogni contesto analizzato, anche se in numeri limitati. La ceramica da mensa era sicuramente dominata dai boccali in vetrina sparsa, presenti in grande quantità e con tipologie alquanto uniformi (n. 8). Singolare è il fatto che le quantità di questi boccali negli strati campione siano comparabili a quelle della tipologia più attestata di olle da fuoco, dato che sottolinea la grande diffusione di questi oggetti da mensa. I con-testi analizzati restituiscono inoltre ciotole di picco-le-medie dimensioni e anforacei, presenti attraverso tutto il XII secolo (ed oltre) con una sola principa-le tipologia ad orlo assottigliato, verticale o appena estroflesso (n. 9).Il panorama sembra ampliarsi con la seconda metà del XII secolo, quando la città viene completa-mente acquisita nella proprietà pontificia. Se esclu-diamo alcuni residui dei decenni precedenti, che in alcuni casi possiamo ritenere ancora in produzione o in uso, abbiamo un quadro ben più complesso. L’elemento più evidente sembra essere la maggior varietà di tipologie riscontrate nella ceramica da fuo-co (nn. 17-19), anche con tipi che risultano assenti nel panorama propriamente romano e che sembrano essere più vicini a prodotti di aree diverse da Roma; si assiste inoltre all’introduzione di una nuova for-ma, la microlletta, oggetto polifunzionale ma pro-babilmente usato in prevalenza per sciogliere grassi, come il lardo, o riscaldare liquidi 9 ; questa forma è peraltro attestata da un numero relativamente eleva-to di esemplari, pur essendo un oggetto non parti-colarmente diffuso nei contesti coevi al di fuori di Tuscolo.Per quanto riguarda la ceramica fine da mensa, in particolare la ceramica a vetrina sparsa, il panorama tipologico si dimostra essere lo stesso di Roma, con la progressiva diminuzione della copertura di vetrina nelle brocche/boccali e la tendenza di queste forme a diventare biconiche, con una selezione sempre mag-giore delle argille (fig. 1, nn. 13-14). Interessante è la presenza di un piccolo boccalino, della capacità presumibile di ¼ di litro, che può essere messo in relazione con la presenza di osterie o taverne, dato questo che trova conferma nell’interpretazione degli ambienti scavati nelle aree in questione 10 .Le ciotole continuano ad essere prodotte, anche se con qualche cambiamento morfologico (fig. 1, n. 15). Di rilievo è il sensibile aumento del loro numero in rapporto alle brocche e ai boccali, mentre la loro estroflesso, come da consuetudine in area romana per quest’altezza cronologica (fig. 1, nn. 6-7) 7 . 2. XII secolo Per le fasi del XII secolo a Tuscolo abbiamo a di-sposizione molte unità stratigrafiche affidabili, per-lopiù afferibili a battuti o immondezzai, questi ultimi spesso realizzati colmando silos defunzionalizzati. Si tratta dunque di buoni contesti, spesso in prima giacitura, che useremo come strati campione e che ci permettono di ragionare per corredi ceramici più che per classi attestate. Nel tentativo di ricostruire il corredo domestico tipico del XII secolo, è ne-cessario tenere conto del tipo di quantificazione di cui finora disponiamo, ovvero della semplice conta dei frammenti, dunque ogni considerazione circa le quantità assolute o relative è soggetta alle impreci-sioni che derivano da una carenza di dati analitici più dettagliati. Possiamo però tracciare le linee di tendenza riscontrabili nel “contesto tipico” del XII secolo. Interessante è inoltre cercare di capire se e in che misura la dotazione domestica delle famiglie tu-scolane cambi nel corso del 1100; in particolare che impatto hanno sul corredo ceramico il passaggio del-la città dalla proprietà dei conti di Tuscolo a quella pontificia, passaggio avvenuto definitivamente sotto Alessandro III nel 1170, e i ripetuti assalti e razzie delle milizie romane a partire proprio da questi anni e culminati con la definitiva distruzione di Tuscolo nel 1191.Le unità stratigrafiche utilizzabili provengono dal centro della piazza forense, occupata nel Medioevo da una serie di edifici ad un solo piano, a carattere sia abitativo ( domus terrinae ) sia probabilmente com-merciale/produttivo, e dalla porzione occidentale della basilica giuridica. In entrambe le aree, come già accennato, sono emersi silos  colmati e in alcuni casi probabilmente trasformati in immondezzai, databili soprattutto alle fasi finali d’occupazione della città. I materiali rinvenuti sono spesso in buone condizioni e ci consentono di avere un’idea precisa dei prodotti circolanti a Tuscolo nel XII secolo.Sulla scorta dei dati analizzati possiamo dire che la dotazione di ceramica da fuoco di inizi XII seco-lo sembra essere composta da alcune olle di medie dimensioni, del tipo con orlo appena estroflesso o verticale 8  (fig. 1, nn. 10-11). Risultano quasi del tut-to assenti, come del resto nei coevi contesti roma-ni, i coperchi, che a Roma come a Tuscolo si riaf- 8  Le tipologie cui si fa riferimento sono quelle elaborate da Vale-ria Beolchini in Beolchini  2006 e aggiornate insieme a chi scrive in Beolchini   et al  . c.s . 9  Giovannini  1998;  Ricci  1998. 10  Beolchini – Delogu  2006. 7  L’XI secolo rappresenta un momento di transizione per la ce-ramica da fuoco, ad esempio con la scomparsa di forme come il tegame dal repertorio morfologico romano. Per una visione generale su questa classe si rimanda a Ricci  1998 e Pannuzi   2007, quest’ultimo contributo con una panoramica sulla ceramica da cucina relativa anche al Lazio meridionale.

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Apr 28, 2018

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